Scopri la storia della teleferica del Monte Ricco, costruita per Villa Cini e usata per trasportare i materiali sulla cima del colle.
La teleferica del Monte Ricco è una traccia silenziosa di un passato fatto di ingegno e visione che trasformò per qualche anno la collina in un cantiere sospeso. Oggi ne rimane solo un ricordo, ma ancora capace di evocare l’epoca in cui tecnica e sogno si incontrarono sulla cima del colle.
Un’opera ingegneristica al servizio della Villa Cini
Sul cocuzzolo del Monte Ricco sorge Villa Cini, sontuosa residenza voluta dalla famiglia Cini nell’Ottocento. Giorgio Cini, il capostipite, grazie alle fortune ereditate dalla madre Domenica Giraldi e alla sua abilità imprenditoriale nei lavori portuali e ferroviari, decise di trasformare la cima del colle in un luogo rappresentativo e di prestigio. La villa fu edificata sulle rovine di antichi insediamenti religiosi e militari, ereditando così un’aura di storia e memoria che si intrecciava con la modernità dei nuovi interventi.
La costruzione e l’utilità della teleferica
Per rendere possibile la costruzione della villa e la sistemazione dei terrazzamenti circostanti, fu realizzata una teleferica: un impianto che consentiva di trasportare rapidamente i materiali edili fino alla vetta. Grazie alle sue conoscenze tecniche e industriali, Giorgio Cini non ebbe difficoltà a far impiantare questo sistema, che si rivelò indispensabile per affrontare l’impegnativa logistica della costruzione.
Come funzionava l’impianto
La teleferica era composta da funi d’acciaio che sostenevano carrelli e contenitori, con stazioni di carico e scarico poste ai due estremi. I supporti e le guide delle funi permettevano il costante andirivieni dei materiali, creando un flusso continuo e spettacolare che non mancava di incuriosire i montericcani. Ancora oggi, ciò che resta dell’impianto è una reliquia affascinante, sufficiente a immaginare la rapidità e l’ingegnosità di quel trasporto sospeso.
Negli anni Venti la teleferica del Monte Ricco ricomincia il suo lavoro
Terminati i lavori principali, l’uso della teleferica si ridusse, ma non scomparve del tutto. Quando Vittorio Cini, figlio di Giorgio, riorganizzò e completò la villa come residenza per la sua famiglia, l’impianto tornò a essere sfruttato in maniera intensa. La teleferica rappresentò quindi un’infrastruttura fondamentale sia per la costruzione originaria sia per i successivi ampliamenti e sistemazioni.
Le necessità quotidiane e i ricordi
Per le esigenze di tutti i giorni, la teleferica non veniva utilizzata. A confermarlo è la memoria di Carlo Bernardini, figlio dell’autista del senatore Vittorio Cini, che ancora ricorda la Ford a passo corto inerpicarsi lentamente lungo la strada acciottolata verso la cima, trasportando le provviste quotidiane. Questi racconti ci restituiscono un quadro vivido della vita sulla villa e del contrasto tra la modernità dell’impianto e le abitudini più semplici della famiglia.