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Centro Studi Eremo di Santa Domenica: il Monte Ricco diventa luogo di cultura, natura e ricerca

24 Aprile 2026
L'ingresso a Villa Cini posta in cima al Monte Ricco e divenuta Eremo nel 1947
@montericco.it
Monte Ricco Monselice - L'ape regina circondata dalle api operaie

Inaugurato sul Monte Ricco il Centro Studi Eremo di Santa Domenica, nuovo spazio culturale dedicato a memoria, natura e ricerca, inserito nel percorso di valorizzazione del colle e collegato anche al sentiero n°6.

Il Monte Ricco di Monselice compie un nuovo passo nel suo percorso di valorizzazione culturale, ambientale ed educativa. È stato inaugurato il Centro Studi “Eremo di Santa Domenica – Natura cultura scoperta” , un nuovo spazio nato per custodire memoria, conoscenza e ricerca all’interno di uno dei luoghi più significativi del colle.
Il Centro Studi si inserisce nel più ampio progetto di recupero e valorizzazione dell’Eremo di Santa Domenica e ospita anche la preziosa biblioteca dello storico Roberto Valandro, donata alla collettività dopo una vita dedicata allo studio del territorio, della sua storia e delle sue trasformazioni.

Un nuovo punto di incontro tra cultura, natura e formazione

L’inaugurazione ha rappresentato un momento importante non solo per Monselice, ma per tutto il Monte Ricco, sempre più orientato a diventare un punto di incontro tra cultura, natura, formazione e divulgazione. Alla cerimonia, avvenuta a Villa Cini (complesso costruito affianco alla chiesetta) hanno partecipato studentesse e studenti dell’Istituto Kennedy, gruppi scout, rappresentanti dell’Università di Padova, del Comune di Monselice, la consigliera regionale Giorgia Bedin e Angelo Mandato, proprietario del complesso del Monte Ricco.
Una presenza ampia e significativa, che ha restituito il senso di un progetto capace di mettere in relazione istituzioni, scuola, università e realtà associative del territorio. L’Eremo di Santa Domenica non viene così raccontato soltanto come luogo della memoria, ma come spazio vivo, aperto alle nuove generazioni e pensato per favorire esperienze di studio, ricerca e contatto diretto con l’ambiente.

Un percorso di valorizzazione iniziato molti anni fa

Come ha ricordato Carlo Bovo, gestore del complesso, il percorso di valorizzazione del Monte Ricco è iniziato tempo addietro: «Questo è un percorso iniziato molti anni fa. Come i tornanti del Monte Ricco, ci porta a guardare sempre più in alto. Lavoriamo a questo progetto dal 2005 e oggi riusciamo a valorizzare il colle in modo concreto e attuale, rendendolo uno spazio vivo e aperto».
Durante l'inaugurazione del Centro Studi erano presenti persone di spicco fra le quali Angelo Mandato, il proprietario del complesso del Monte Ricco

Durante l'inaugurazione del Centro Studi erano presenti persone di spicco fra le quali Angelo Mandato, il proprietario del complesso del Monte Ricco

Il riferimento ai tornanti del Monte Ricco diventa quasi una metafora del progetto stesso: una salita graduale, fatta di passaggi, recuperi, nuove funzioni e nuove possibilità per la comunità. L’obiettivo è quello di restituire al colle un ruolo centrale nella vita culturale e ambientale di Monselice, rendendolo accessibile non solo come luogo da visitare, ma anche come spazio da comprendere, studiare e vivere.

La storia dell’Eremo raccontata tra memoria, ricerca e territorio

Le radici storiche dell’Eremo affondano molto lontano. La data del 1203, riportata anche nel logo del progetto, richiama il primo insediamento di una comunità di frati e conferma il valore antico di questo luogo. Una storia lunga, stratificata, che oggi viene riletta attraverso nuove attività educative e culturali.
A raccontare questo patrimonio contribuisce anche il volume “Viaggio attorno al Monte Ricco. Il passato e il domani”, con fotografie di Donata Previato, nato dall’impegno di Roberto Valandro. Lo storico ha descritto il Monte Ricco come un vero universo da osservare e raccontare: «Questo monte è un universo. Come un personaggio che mi osservava dall’alto e attendeva di essere raccontato. Coinvolgere i giovani in queste attività sul colle significa anche condividere in modo democratico conoscenza e possibilità di ricerca. Ho lavorato due anni a questo libro per restituire il monte da ogni punto di vista, da quello geologico alle storie».
Le parole di Valandro riassumono bene lo spirito del Centro Studi: non un semplice archivio, ma un luogo dove la conoscenza diventa esperienza condivisa. Il Monte Ricco viene così interpretato come un grande libro aperto, fatto di natura, geologia, storia, memoria popolare e paesaggio.

Natura, segnaletica e percorsi per scoprire il Monte Ricco e il sentiero n°6

Durante la mattinata si sono alternati diversi interventi, tra cui quello del docente Lucio Montecchio, che ha posto l’attenzione sul valore della natura come elemento centrale non solo dal punto di vista ambientale, ma anche educativo e culturale. Il colle, infatti, non è soltanto uno scenario naturale: è un ambiente vivo, capace di generare domande, percorsi di ricerca e nuove forme di consapevolezza.
In questa direzione si inseriscono anche le prossime iniziative previste sul Monte Ricco, tra cui la pulizia della vernice segnaletica lungo i tornanti e l’installazione di pannelli informativi dedicati alla storia, alla natura e all’ambiente del territorio. Si tratta di interventi importanti per accompagnare cittadini, studenti ed escursionisti in una lettura più consapevole del paesaggio.
La biblioteca del nuovo Centro Studi donata da Roberto Valandro

La biblioteca del nuovo Centro Studi donata da Roberto Valandro

Il riferimento alla segnaletica e ai pannelli informativi si collega in modo naturale anche alla rete dei percorsi del colle, tra cui il sentiero n°6 del Monte Ricco e Monte Castello, già raccontato sul sito montericco.it come itinerario escursionistico che attraversa alcuni dei luoghi più significativi dell’area. Il percorso, segnalato in bianco e rosso, rappresenta uno degli accessi più interessanti per scoprire il Monte Ricco camminando tra natura, storia e punti panoramici.

Il Monte Ricco come laboratorio a cielo aperto per le nuove generazioni

Il nuovo Centro Studi rafforza quindi una visione più ampia del Monte Ricco: non solo meta per passeggiate e itinerari, ma anche laboratorio a cielo aperto dove scuole, università, associazioni e cittadini possono incontrarsi. Da oltre un anno l’Eremo ospita attività con studenti di scuole, accademie e università, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente le occasioni di studio, ricerca e divulgazione.
Il progetto guarda soprattutto ai giovani, chiamati a riscoprire il territorio non come qualcosa di distante o immobile, ma come un patrimonio vivo da conoscere, interpretare e custodire. In questo senso il Centro Studi “Eremo di Santa Domenica” rappresenta un nuovo capitolo nella storia del Monte Ricco: un luogo dove il passato diventa strumento per immaginare il futuro, e dove la natura diventa parte integrante del percorso educativo.
Interno dell'antica torretta adiacente all'Eremo e sede della nuova biblioteca

Interno dell'antica torretta adiacente all'Eremo e sede della nuova biblioteca

Con questa inaugurazione, il Monte Ricco conferma la propria vocazione di spazio aperto alla comunità. Un colle da percorrere, osservare e studiare, dove ogni sentiero, ogni edificio e ogni racconto contribuiscono a costruire un’identità condivisa. Il Centro Studi nasce proprio con questo obiettivo: trasformare la memoria in conoscenza, la conoscenza in esperienza e l’esperienza in cura del territorio.

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